Nuove competenze per lo sviluppo dei servizi culturali a base digitale: il punto di vista delle università

di Francesco Lella e Luca Reitano

Lo sviluppo di nuove competenze è un aspetto fondamentale dei processi produttivi ed economici relativi al settore dei beni culturali. In altri termini oltre alla necessità di individuare modelli sostenibili e aperti alla cittadinanza, per la fruizione e valorizzazione dei beniè altrettanto forte l’esigenza di innovare e rendere più forti i sistemi produttivi e di impresa di questo settore, che spesso, anche per dimensionamento, faticano a sviluppare da soli attività di ricerca, sviluppo e formazione avanzata.

Nell’ottica di rafforzare e rendere sistemico il rapporto tra sistemi delle imprese e ricerca universitaria è nato il Centro di eccellenza del Distretto tecnologico con i seguenti obiettivi:

  • Favorire lo sviluppo di competenze innovative nel settore dei Beni Culturali
  • Stimolare la nascita e lo sviluppo di imprese e società in grado di utilizzare i beni culturali come motore di crescita dell’economia locale
  • Intercettare le necessità di formazione e aggiornamento di laureati in diverse discipline, operatori nei settori della conservazione, del restauro e della valorizzazione dei BBCC, professionisti con esigenze di riqualificazione
  • Offrire percorsi multidisciplinari mirati di formazione in ambiti di rilevante interesse strategico per la Regione Lazio e per il Paese. 

Per realizzare questi obiettivi si è costituita una rete composta da otto soggetti fondatori: le cinque università del Lazio (Sapienza Università di Roma, Università degli studi di Roma Tor Vergata, Università Roma Tre, Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Università degli studi della Tuscia), il CNR, L’ENEA e L’INFN.

Una delle principali attività del Centro è rappresentata dai “progetti per il capitale umano”. Tali progetti contribuiscono alla realizzazione dell’obiettivo generale di costituire gradualmente un sistema formativo del Centro di Eccellenza, articolato nelle sue parti, rivolto ai diversi target (giovani laureati, imprenditori e addetti delle imprese, istituzioni e servizi, apprendimento non-formale) e strutturato su diversi livelli e formati (Master annuali, Corsi di Alta Formazione brevi, corsi di apprendimento, e, in prospettiva Dottorati di ricerca internazionali).

I percorsi formativi afferiscono a 6 aree di formazione, definite in coerenza con gli obiettivi strategici e la mission del Centro di Eccellenza:

  1. Patrimoni digitali e virtualizzazione (3D, Gamification, altre App)
  2. Creativi digitali e tecnologie per la produzione audio visuale
  3. Gestione di impresa, economia e management dei beni culturali
  4. Progettazione, gestione e valorizzazione dei siti, ambienti e risorse culturali e turistiche
  5. Nonotecnologie, materiali e metodologie per la conservazione e il restauro
  6. Tecnologie per la diagnostica e il monitoraggio dei beni culturali

I percorsi formativi afferiscono a 6 aree di formazione, definite in coerenza con gli obiettivi strategici e la mission del Centro di Eccellenza:

  1. Patrimoni digitali e virtualizzazione (3D, Gamification, altre App)
  2. Creativi digitali e tecnologie per la produzione audio visuale
  3. Gestione d’impresa, economia e management dei beni culturali
  4. Progettazione, gestione e valorizzazione di siti, ambienti e risorse culturali e turistiche
  5. Nanotecnologie, materiali e metodologie per la conservazione e il restauro
  6. Tecnologie per la diagnostica e il monitoraggio dei beni culturali

Ad affiancare i percorsi di trasferimento tecnologico tra enti ed imprese ed i relativi iter formativi, il DTC ha costruito una rete di partner per la progettazione territoriale e la valorizzazione del patrimonio culturale, nazionale ed internazionale.

La rete di laboratori di Enti ed Università, specializzati in Beni Culturali ed Alta Tecnologia, opera in sinergia con le PMI operanti sui territori e con i grandi stakeholder regionali, per la valorizzazione e la comunicazione del patrimonio culturale, materiale ed immateriale; tale sinergia rispecchia gli obiettivi del terzo Settore delle Università, ovvero la propensione delle strutture all’apertura verso il contesto socio-economico, esercitato mediante la valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze.

Ricerca, Formazione e Valorizzazione coordinati da un consorzio pubblico in stretta collaborazione con le esigenze di enti pubblici e imprese private, vuole essere un faro nell’ambito dei beni culturali che aiuti a trovare nuove strade per comunicare e trasmettere il bagaglio culturale dei singoli territori, sia a turisti e visitatori che ai cittadini stessi, svolgendo due determinanti funzioni, quella di preservazione della memoria e quella di trasmissione della stessa alle nuove generazioni.