Il Pentalogo per la cultura
A partire dall'edizione 2015, LuBeC, per fornire spunti utili alla messa in campo di azioni sulla cultura nel breve periodo, ha deciso di selezionare cinque proposte fra quelle emerse dal dibattito e confronto fra i relatori e i partecipanti, raccolte in un Pentalogo, inviato ai decisori pubblici e condiviso con la comunità dei partecipanti.
 
Le cinque proposte per la Cultura emerse da LuBeC 2016 (pentalogo 2016)
 
1. Valutare l'estensione dell'ART BONUS ai beni ecclesiastici vincolati e aperti alla fruizione pubblica, per l'evidente interesse generale per la loro conservazione, particolarmente a rischio in situazioni, come quelle periferiche, destinate altrimenti al degrado irreversibile. Questi beni potrebbero essere destinatari di contributi erogati presumibilmente ratione fìdei, che nulla toglierebbero perciò ai contributi al patrimonio pubblico;
 
2. prevedere nel DUP degli enti locali l'obbligatorierà di una sezione dove definire un piano strategico della cultura, con lo scopo di stabilire una simbiosi mutualistica fra politiche di sviluppo locale ed iniziative culturali; 
 
3. tutelare il genius loci, patrimonio immateriale inestimabile di un Paese come l'Italia, che ha nelle diversitá delle tradizioni, dell'enogastronomia dell'artigianato e naturalmente dell'arte un punto di forza. Nella ricerca sui modelli di sviluppo delle cittá d'arte, condotta da Promo PA è stato evidenziato il danno derivante dallo snaturamento dei centri storici e dalla conseguente loro omologazione sotto il profilo socioeconomico. Sarebbe opportuno individuare scale di valore per definire attraverso parametri oggettivi il grado di conservazione del genius loci. Un accettabile grado di conservazione potrebbe essere considerato premiante a taluni fini, ad esempio per il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura;
 
4. attivare un gruppo di lavoro presso il Focus Point Capitali Europee della Cultura per definire – anche attraverso lo studio di esperienze già realizzate – le potenzialità degli attrattori culturali per favorire il dialogo interculturale e l'integrazione delle comunità;  
 
5. attivare coordinamenti dei Siti Unesco a livello regionale, per definire nell'ambito dei rispettivi
territori e secondo le relative peculiaritá azioni comuni in materia di comunicazione, di modelli di gestione integrati con gli strumenti urbanistici, di monitoraggio delle azioni e di coordinamento con il piano strategico del turismo.
 
 
 
PENTALOGO: 5 proposte da LuBeC 2015
 
1. ART BONUS: è una delle riforme più apprezzate. Si auspica il mantenimento della detrazione del 65% anche nel 2017, la successiva stabilizzazione della misura e una idonea campagna di sensibilizzazione, anche nei confronti delle persone fisiche;
 
2. è molto vasta e importante la platea di beni privati e di quelli ecclesiastici vincolati, che andrebbero comunque tutelati e il cui restauro/manutenzione potrebbe utilmente essere incentivato, valutando fra le seguenti possibili opzioni:
•    l'estensione  anche in misura ridotta dell'Art Bonus ;
•    il ripristino del contributo ai privati proprietari che effettuano lavori su beni culturali, anche ricorrendo ad appositi meccanismi di finanziamento, ad esempio tramite l’Istituto del Credito sportivo;
 
3. per favorire l'integrazione tra politiche culturali, politiche economiche e di sviluppo locale, andrebbero orientate le amministrazioni locali ad adottare il piano strategico della cultura, quale strumento di pianificazione principale per la programmazione degli interventi culturali degli enti locali. In tal modo da un lato si potrebbero effettivamente cogliere le ricadute degli interventi culturali - oltre che sul turismo - sul piano sociourbanistico e sulla attrattività dei territori, dall'altro si orienterebbero le amministrazioni a concentrare le proprie risorse su progetti di medio-grandi dimensioni, evitando di sostenere microiniziative che possono essere realizzate da privati e infine si potrebbero programmare nuovi modelli di governance nelle politiche culturali, ridefinendo gli equilibri tra pubblico e privato profit e non profit;
 
4. Il recente rapporto SVIMEZ segnala una forte crisi del capitale umano nel sud dell'Italia. Sarebbe fondamentale restituire alle nuove generazioni il lascito culturale e artistico della loro storia, anche a fini identitari. Fra l'altro è accertato (vedi i recenti studi di Jean Miguel Pire) che conoscenza del patrimonio artistico e coscienza civica vanno di pari passo. In questo quadro si sottolinea l'importanza di quanto previsto dalla legge 107/2015, sulla Buona Scuola,   per la conoscenza del patrimonio artistico locale, proponendo un progetto di  affiancamento scuola/museo (la Scuola adotta un Museo)  ed iniziando dalle elementari il percorso didattico multidisplinare che restituisca alle opere il loro valore narrativo rispetto alla storia e l’identità, auspicando  a tal fine il coinvolgimento del volontariato, attraverso l'utilizzo della Magna carta del volontariato per i beni culturali; 
 
5. accessibilità “4all”, beni culturali e utilizzo dei supporti tecnologici: l’utilizzo di sistemi di comunicazione e divulgazione della conoscenza “for all” è tema fondamentale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio, materiale e immateriale e per quello sviluppo dell’audience development, pilastro della programmazione europea in materia. PA locale e centrale sono i soggetti che possono trainare il reale farsi di questo sviluppo. Perché ciò si realizzi è tuttavia urgente un forte aggiornamento delle competenze nella committenza pubblica in particolare rispetto agli strumenti tecnologici utilizzabili, affinché l’obiettivo di valorizzazione/comunicazione possa essere raggiunto attraverso gare cui sottendono progetti che “piegano” la tecnologia al risultato e non viceversa.
 

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