Future Moves | 1° turno
ESPERIENZE DI WELFARE CULTURALE. Rassegna di pratiche per il ben-essere learning by doing | 15 ottobre
Parte della rassegna di pratiche di welfare culturale da sperimentare
Uno spazio dove esercitarsi in attività consolidate, confrontarsi con chi le conduce e riflettere sulla loro adattabilità ai diversi contesti professionali e territoriali.
Metodologia artistica | Danza contemporanea, improvvisazione e composizione negli spazi museali. Architettura e opere diventano stimoli per il movimento, l’espressione e la relazione.
Target di riferimento | Adolescenti
Problematiche affrontate | Benessere emotivo, fragilità nella crescita, bisogno di espressione e nuove modalità di accesso dei giovani al patrimonio culturale.
Per chi è pensato | Operatori culturali, professionisti museali, professionisti di ambito sociale o socio-sanitario, docenti, funzionari PA, volontari. Nessuna conoscenza della danza è richiesta.
Programma
Obiettivi di welfare della pratica
Sostenere il benessere psicofisico degli adolescenti, in particolare di chi vive situazioni di vulnerabilità psicologica, disagio o depressione, attraverso la danza contemporanea nei musei.
Descrizione attività
Future Moves usa il museo come spazio di esperienza e intreccia dimensione artistica, educativa e di benessere, coinvolgendo gruppi di adolescenti, anche con esperienze di fragilità psicologica, in pratiche di movimento, improvvisazione e composizione istantanea. A LuBeC sarà ricreato un setting museale attraverso stampe o proiezioni e i partecipanti saranno invitati a muoversi nello spazio, entrando in relazione con le opere, le architetture, le immagini e gli immaginari messi a disposizione.
Attraverso esperienze individuali e collettive, la pratica favorisce espressione, creatività, relazione e conoscenza di sé e degli altri, offrendo ai partecipanti strumenti per affrontare le complessità della crescita e costruendo un diverso rapporto con il patrimonio culturale.
Il principio metodologico è quello di mettere il corpo e la relazione al centro dell’esperienza culturale, lasciando ai partecipanti la possibilità di interpretare, trasformare e costruire nuovi significati a partire dalle opere. I partecipanti non sono quindi destinatari passivi di un’attività museale, ma partecipano alla costruzione dell’esperienza, sviluppando proprie narrazioni e nuovi modi di entrare in relazione con l’arte.
La pratica mostra come il museo possa diventare un luogo di benessere, espressione e socialità, capace di accogliere le fragilità senza definirsi a partire da esse e di utilizzare la danza come dispositivo di relazione tra persone, patrimonio e comunità.
Conducono l’attività
Michela Negro e Simone Baldo, team e20danza
Fa parte della rassegna «Welfare culturale in azione»: puoi iscriverti a un solo turno per ciascun laboratorio.