LuBeC 2021

Cultura, Recovery Plan e transizione digitale

 7 e 8 ottobre, Real Collegio di Lucca

In uno scenario complesso come quello attuale sarebbe errato credere di poter ripristinare i comportamenti adottati finora per “riavvolgere il nastro” di un processo di crescita e di stabilità.  Le sfide che dobbiamo affrontare sono molte: tecnico-scientifiche, economiche, energetico-ambientali, politico-istituzionali. Occorre agire simultaneamente a differenti livelli. È dunque il momento di passare dalla contrattazione sull’entità delle risorse ad una progettazione sistematica degli interventi, per una vera e propria transizione culturale verso sistemi socio-economici e tecnico-produttivi differenti dal passato. La sfida ambientale ci invita a riprogettare sistemi di produzione e consumo con l’obiettivo di ridurre le emissioni e più in generale le sostanze inquinanti, l’accelerazione del processo di innovazione ci invita a creare occupazione nuova e qualificata e all’adeguamento infrastrutturale fisico e digitale. Alla base di tutto questo l’inclusione e la lotta alle disuguaglianze rimangono tra le sfide imprescindibili alla base della sostenibilità del sistema sociale. Queste sfide su cui l’Europa ci chiama con imminenza sono tra loro strettamente connesse e necessitano della co-progettazione tra una pluralità di stakeholder, con l’obiettivo di rimettere in moto l’economia e la socialità su nuove basi. Difatti è molto probabile che da questa drammatica situazione ne uscirà una nuova società, una nuova normalità (new normal) che coinvolgerà anche le attività culturali. La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere dunque trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di lavorare sul benessere diffuso della società per migliorare la vita del singolo. Dobbiamo passare da una visione individualista dello sviluppo, ad uno comunitaria, come  pandemia ha ben evidenziato. In tal senso il ruolo che la cultura sta svolgendo e svolgerà nella costruzione del domani è determinate per i raggiungimento degli obiettivi. L’Agenda europea per la cultura ci indica la strada: la cultura è fondamento delle future società centrate sul benessere e la qualità della vita. Investire nel settore culturale, grazie alla sua forza trasformativa e rigenerativa, nonché di resilienza, sarà fondamentale per la ripartenza dell’economia. La cultura rappresenta il motore della nostra transizione, accelerata, verso il futuro. Lubec 2021 intende focalizzare l’attenzione sulle sfide, gli strumenti ad alcune azioni pilota in corso per il rafforzamento del ruolo della cultura in questa transizione che grazie al NGEU  trovano oggi sponda attuativa nelle misure destinate a misure a  innovazione, digitalizzazione e competitività; alla formazione ed alla ricerca; all’equità sociale e generazionale; al welfare e all’internazionalizzazione. I temi di seguito descritti, saranno sviluppati sia in termini di scenario, sia declinati rispetto ad alcuni attori e strumenti scelti sulla base di sollecitazioni emerse nell’ambito del dibattito internazionale.

Schema del convegno e temi guida

Di seguito lo schema della sessione plenaria di apertura che sarà l’incipit alla due giorni. i temi saranno sviluppati, secondo quanto accennato nelle descrizioni a seguire, ma anche sulla base di quanto emergerà dal G20 e comunque aggiornata nei prossimi mesi rispetto all’evoluzione del quadro internazionale in materia.

Giovedì 7 ottobre mattina | 10.00 – 13.00 | schema plenaria  

Intervento di apertura  Recovery Plan e transizione culturale

Focus 1 –  Il Recovery della Cultura

  • I presidi culturali attori del nuovo welfare
  • Imprese culturali e creative
  • Sostenibilità e nuova residenzialità
  • Transizione digitale
  • Giovani

Intervento Formazione e competenze tra pubblico e privato.

Focus 2  – Internazionalizzazione

  • Esportazione delle competenze
  • Circolazione e protezione del patrimonio
  • Digital Library

Nello sviluppare i temi di cui sopra, durante la plenaria, sarà dato spazio al Piano Borghi ed al Piano strategico Grandi attrattori turistico-culturali.

 

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