“Il Museo si è aperto come un’ostrica che ha accolto la perla della comunità”, i Direttori dei Musei a confronto

Massimiliano Zane: “Dall’UNESCO al Consiglio d’Europa fino alla Commissione Europea, si moltiplicano progetti, opportunità e richiami internazionali verso una maggior sensibilizzazione al “valore” del patrimonio sul e per il territorio, con e per le comunità, in cui si inserisce a piano l’applicazione della Convenzione di Faro, che la definisce come un processo continuo di definizione e di gestione dell’eredità culturale. In quest’ottica, per i musei ma non solo.
Cosa può comportare un coinvolgimento così strutturato delle comunità di riferimento? Come i musei posso contribuire a definire un nuovo modello di tutela votato alla valorizzazione attiva? Forse attraverso una nuova prospettiva di fruizione e gestione dei luoghi della cultura? Magari fondato su una rilettura della cooperazione tra pubblico e privato?”
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“Mestieri che ancora non esistono”, i Direttori dei Musei a confronto

Il Museo come centro di decodificazione dell’immagine

Fig. 1 – Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è il primo museo al mondo a produrre e distribuire un videogioco, gratuito e per tutte le età, “Father and Son – the game”, Poster, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, credit: www.museoarcheologiconapoli.it

Alessandra Gobbi:”Al museo è ormai riconosciuto, tra gli altri, un ruolo sociale ed educativo ad ampio spettro, quale istituzione capace di integrare e contemperare istanze pedagogiche e finalità di valorizzazione. In tale quadro, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, l’importanza di un’educazione all’immagine assume un particolare rilievo.  I nativi digitali hanno una naturale propensione a forme di organizzazione del sapere del tutto differenti da quelle delle generazioni passate, in cui la percezione visuale gioca un ruolo primario nell’elaborazione e nella catalogazione delle conoscenze. Il repertorio visivo di riferimento dei giovani è massicciamente permeato da rimandi, echi e allusioni al patrimonio culturale condiviso, tuttavia occorre domandarsi come integrare tali capacità di gestione del valore comunicativo delle immagini con l’educazione e la comprensione del significato iconografico e iconologico ad esse sotteso, che necessita di un’indispensabile attività di contestualizzazione. Quali strategie può mettere in campo il museo per consentire la decodificazione di tali significati? Come si può accostare il pubblico alle molteplici chiavi di lettura del palinsesto semantico di cui le immagini si fanno portatrici? In che misura l’innovazione tecnologica e la riproducibilità dei beni rendono più complessa tale esigenza educativa, specialmente rivolta alle generazioni più giovani?Continua la lettura “Mestieri che ancora non esistono”, i Direttori dei Musei a confronto

“Trasformare le persone in musei”, i Direttori dei Musei a confronto

Racconti per nativi digitali

Fabio Viola: “Il segmento di età 15-24 sembra essere quello, dati Istat alla mano, a maggiore rarefazione nei musei italiani. Parliamo di un pubblico cresciuto o addirittura nato con internet e che presenta profondi distacchi nei comportamenti ed aspettative rispetto alle generazioni dei loro padri e nonni. 
Qual è il vostro approccio di narrazione verso questo complesso, e imprescindibile per il futuro, segmento di pubblico? Come state o pensate di personalizzare il racconto per loro?”

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“Garantire effettive esperienze di conoscenza”, Antonio Lampis racconta la DG Musei

Noi siamo operatori che lavorano nei musei e per i musei, siamo al servizio di un principio importantissimo della nostra Costituzione, che è quello di promuovere lo sviluppo culturale. L’articolo 9 della Costituzione, spesso ricordato per la tutela, è costruito sulla promozione dello sviluppo culturale. I musei sono l’istituzione culturale che, in questi ultimi anni, sta dando benzina allo sviluppo culturale. Come emerge da dati incontestabili, non sono solo i visitatori, ma anche le famiglie a mettere mano al portafoglio, come emerge dal cambiamento di incassi registrato dal sistema museale.

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Condivisioni immateriali

di Francesco Prosperetti, Soprintendente Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma

Portare l’innovazione tecnologica nella filiera dei beni culturali è uno dei grandi temi sui quali si è orientata la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma attraverso interventi che puntano a rendere fruibile il patrimonio archeologico e storico della città in maniera aperta e accessibile, coniugando il virtuale e il reale, il patrimonio immateriale con i luoghi della cultura.

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L’azione professionale nei beni culturali per l’inclusione sociale

di Greta Schonhaut, Restauratrice psicologa PSIOP – Istituto di Psicoterapia, Nicola Alberto De Carlo e Laura Dal Corso, Università degli Studi di Padova

La Convenzione firmata di recente fra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBAC) e l’Università di Padova è volta a promuovere e realizzare un progetto di ricerca dal titolo “Azioni di sviluppo professionale/lavorativo e di valorizzazione della persona mediante attività di conservazione del patrimonio artistico-culturale e di restauro”. Continua la lettura L’azione professionale nei beni culturali per l’inclusione sociale