LuBeC Journal raccoglie, diffonde e promuove articoli, progetti e testimonianze che intendono la cultura come elemento fondante lo sviluppo sostenibile dei territori.

Opera Totale e reincanto tecnologico

di Giulio Lughi, Esperto di Digital Humanities

(da LuBeC 2021)

L’immersività applicata all’arte e alla cultura sta suscitando grande interesse nel pubblico generalista e negli ambienti specialistici: nel mio intervento a LuBeC 2021 (https://bit.ly/3GMFVXt) ho cercato di inquadrare il fenomeno in una prospettiva culturale di lungo periodo.

Innanzitutto occorre risalire al concetto di Opera Totale, che indica un’opera d’arte in grado di coinvolgere tutti i nostri sensi: la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto, al limite anche il gusto, replicando la completezza emozionale che si prova nei rapporti faccia-a-faccia.

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L’accessibilità al patrimonio nella dimensione educativa attraverso il digitale

di Elisabetta Borgia, funzionario archeologo

(da LuBeC 2021)

Questo intervento sui percorsi educativi del Ministero è dedicato all’accessibilità al patrimonio culturale come diritto e come opportunità, come sfida per crescere in un settore strategico per la coesione sociale e per lo sviluppo non solo culturale, ma anche economico di un territorio.
Per affrontare il tema è necessaria una prima riflessione sul legame con il bagaglio, l’eredità culturale che è in ogni persona, una ricchezza individuale e collettiva, un riferimento il cui valore riesce ad emergere in modo consapevole, talvolta, solo quando ne veniamo privati.

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Promozione e diffusione dell’educazione al patrimonio culturale

di Susanna Occorsio, funzionario storico dell’arte

(da LuBeC 2021)

Svolgere compiti di promozione, coordinamento e valutazione di programmi di educazione, formazione e ricerca, elaborare indirizzi attraverso la predisposizione di piani nazionali, sostenere i profili professionali degli ambiti culturali del Ministero ed attuare azioni collaborative con altri enti nazionali ed internazionali, sono parte dell’importante mission intrapresa dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali, alla quale sono afferenti gli istituti dotati di autonomia, l’Istituto Centrale del Restauro, l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per la patologia degli archivi e del libro, presso i quali operano Scuole di Alta Formazione, e l’Istituto Centrale per la Grafica, nonché gli istituti culturali.

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Caso di studio: TrasiMemo. Banca della memoria del Trasimeno (Paciano, Umbria).

di Cinzia Marchesini, Funzionaria demoetnoantropologa ICPI

(da LuBeC 2021)

L’interesse dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale verso TrasiMemo è nella capacità mostrata da tale progetto di agire, in senso teorico e pratico, in una piccola area interna nazionale dell’Umbria, tanto ricca di patrimoni culturali, quanto fragile per il forte spopolamento. Il caso di  studio[1] in oggetto evidenzia processi di salvaguardia e di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale declinati in azioni concrete di sviluppo locale.

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Giochi di carta: le stampe dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. Trasmettere la memoria attraverso la digitalizzazione.

di Anna Luce Sicurezza, funzionario storico dell’arte ICPI

(da LuBeC 2021)

Il progetto di digitalizzazione ha riguardato le incisioni a tema ludico conservate a Roma presso il Gabinetto delle stampe dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. La sezione del gioco fa parte di un insieme più ampio, il cui nucleo principale risale alla mostra di Etnografia Italiana del 1911 curata dall’etnologo Lamberto Loria. Nello specifico, le incisioni vennero raccolte da Achille Bertarelli e suddivise in tematiche quali la divinità, la religiosità popolare e l’uomo. Tra le attività umane, una sezione è ancora oggi dedicata al gioco.

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Le opportunità dell’Art Bonus: la testimonianza del Comune di Bagnacavallo

da Eleonora Proni, sindaca di Bagnacavallo

(da LuBeC 2021)

Bagnacavallo è un Comune di 16.000 abitanti in provincia di Ravenna e il progetto espositivo dedicato ad Albrecht Dürer, come i tanti altri progetti culturali che portiamo avanti, lo abbiamo realizzato e gestito tutto “in casa”. La collaborazione tra il settore della cultura e della comunicazione ha certamente aiutato nella gestione e promozione del progetto, in quanto tutte le azioni sono state coordinate sin dall’inizio in maniera corale e collegiale.

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Nuove opportunità e strumenti finanziari per la ripartenza: obiettivo fare impresa nella cultura.

di Massimo Gottifredi, Direttore CulTurMedia Legacoop

(da LuBeC 2021)

La prima considerazione che mi sento di fare riguarda la necessità di rilanciare il percorso normativo per il riconoscimento delle Industrie Culturali e Creative. Percorso che si è fermato in Parlamento da diverso tempo ormai e non consente l’evoluzione di un approccio europeo ai temi dello sviluppo culturale. Cosa piuttosto bizzarra se si considera l’incidenza del fattore culturale nel nostro Paese in rapporto a tutti gli altri paesi del mondo.

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Competenze e nuove professioni. Tra digitalizzazione del patrimonio culturale e patrimonio culturale digitale.

di Giovanni Michetti, Sapienza Università di Roma

(da LuBeC 2021)

I processi di digitalizzazione del patrimonio culturale richiedono figure in grado di padroneggiare nuovi strumenti e tecniche. Tuttavia la digitalizzazione non è riconducibile ad una mera attività di scansione degli oggetti materiali. Digitalizzare significa migrare in un nuovo ambiente un corpus che è individuato non solo dagli oggetti nella loro corporeità, ma anche dal contesto in cui sono immersi tali oggetti. La digitalizzazione del patrimonio culturale è dunque una traduzione nel senso etimologico del termine, cioè uno spostamento, mirato a condurre in ambiente digitale un’intera realtà culturale.

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I musei su Tik Tok per democratizzare l’arte

di Ilde Forgione, Social Media Manager di Le Gallerie degli Uffizi

(da LuBeC 2021)

È ormai palese che social network svolgono un ruolo chiave nella nostra società perché consentono agli utenti di informarsi, di comunicare e di interagire sui contenuti digitali creati. Questa trasformazione ha inciso profondamente anche sulla relazione fra individuo e Istituzioni, agendo da megafono per le politiche pubbliche e creando così coinvolgimento ed empatia verso l’attività dei soggetti pubblici (public engagement), poiché la condivisione dei contenuti viene moltiplicata attraverso l’interazione e i contributi degli utenti stessi.

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Il microcinema come visività immersiva: una modalità di fruizione audiovisuale proposta dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale

di Francesco De Melis, Etnomusicologo, musicista, compositore

(da LuBeC 2021)

La cultura dell’immagine, alias centralità del visivo, non è affatto quella cosa moderna che più moderna non si può.

Se uno risale agli Insegnamenti, all’Oriente Antico, al Tantra Madre, apprende subito che se non si è consapevoli nella visione, è alquanto improbabile che lo si sia nel comportamento. Laddove s’intende, molto intensamente, per visione, non solo il fenomeno visivo, ma la totalità dell’esperienza, cioè ogni percezione, sensazione, evento mentale ed emotivo.

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